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Cilento

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Dalla sabbia finissima e i promontori della costa tirrenica alla flora e fauna dell’Appennino Campano-lucano, il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni preserva un patrimonio di inestimabile valore, tanto da essere riconosciuto Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’UNESCO.

I nostri allegri ed esperti barcaioli vi faranno scoprire gli angoli più affascinanti di questa costa rimasta immutata nel tempo, organizzando gite  a bordo dei “gozzi”, le tipiche barche dei pescatori. Meta delle escursioni in mare sono le famose grotte di Palinuro e la splendida Baia Infreschi.
Sono 4 le grotte più famose di Capo Palinuro, tutte aventi nomi curiosi ed evocativi.
La Grotta Azzurra è quella più estesa, che prende il nome per l’azzurro spettacolare “proiettato” dal fondale marino, effetto della luce del sole proveniente da un sifone subacqueo.
Sulle pareti rocciose sembra esserci del sangue rappreso: da ciò prende il nome la Grotta del Sangue, che si caratterizza per il vivo e impressionante colore che si riflette sulle acque.
Nella Grotta Sulfurea, come si può ben immaginare, l’odore di zolfo è deciso. Merito dei vapori dell’acido solfidrico che si sprigionano dal fondale e dalle pareti. La grotta si trova oltre la punta del Mammone, in quella che è denominata Cala Fetente.
La Grotta dei Monaci è caratterizzata da particolari stalagmiti che nell’immaginario dei pescatori e delle persone del posto ricordano tanti frati in preghiera.

Baia Infreschi  è una delle insenature più particolari e affascinanti del Tirreno. Accessibile via mare o facendo trekking tra la macchia mediterranea, la Baia Infreschi deve il suo nome alla presenza di una sorgente di acqua fresca utilizzata, come si racconta, dai pescatori per tenere in fresco il pescato. Sabbia finissima e chiara, acque spettacolari dalle mille sfumature di blu, con fondali sabbiosi e digradanti: il paesaggio incantato della Baia Infreschi è area marina protetta dall’Unesco.

Marina di Camerota

Marina di Camerota offre uno spettacolo indimenticabile: le grotte, le stupende insenature, la vegetazione lussureggiante, le spiagge incantevoli e il mare cristallino, insigniti nel 2013, nel 2014 e nel 2015 della Bandiera Blu per la qualità ambientale e il turismo sostenibile.
I vicoli dell’antico borgo conducono al porto turistico, tra i più moderni ed attrezzati della zona, che offre nuove banchine per le barche da diporto. Una curiosità: il nome “Marina di Camerota” venne stabilito con un decreto a firma di Ferdinando II Borbone il 17 luglio 1848, che denomina così l’aggregato di abitazioni lungo il litorale camerotano.

Palinuro

Sarebbe proprio davanti all’omonimo Capo che Palinuro, il mitologico nocchiero di Enea, cadde davanti al mare di notte, tradito dal dio Sonno.
Il comune di Centola, spesso identificato con il nome della maggiore delle frazioni, Palinuro, nacque sotto la dominazione bizantina per poi veder susseguirsi le dominazioni normanna, angioina aragonese, spagnola e borbonica. Palinuro, insieme a Marina di Camerota, è una delle destinazioni balneari campane più conosciute per la spettacolarità delle acque e delle 32 grotte, paradiso dei sub.

I Templi di Paestum

Fondata agli inizi del VI secolo a.C. a sud del fiume Sele, l’attuale Capaccio-Paestum assunse nella Magna Grecia il nome di Poseidonia, in onore di Poseidone, il dio del mare, dei terremoti e dei maremoti. Nella città antica svettano tre templi dorici. L’area archeologica di Paestum sono dal 1998 patrimonio dell’umanità.
All’ombra dei templi, è collocata una delle più importanti collezioni archeologiche d’Italia: il Museo Archeologico Nazionale di Paestum che conserva la celebre Tomba del Tuffatore, unico esempio di pittura di età greca della Magna Grecia.

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